Lorena's profileLa stupidità degli altri...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.September 26 commento
Vorrei dire solo una cosa sul mio intervento precedente: sono tutte cazzate!
Gli uomini sono semplici, me lo dicono da quando sono nata...eppure solo adesso ho capito quanto è vero.
Non posso stare qui a spiegarvi ma se ci pensate su un attimo, capirete da sole qual è il metodo più efficace da usare con loro. September 23 trasformazioni Il fiocco di neve si era trasformato in una ragazza umana, aveva le gote rosse e calde, un respiro tiepido e profumato; e un sorriso ampio e luminoso. Si era innamorata di nuovo, stavolta di un uomo che sembrava emanare dalla pelle 40 gradi anche d'inverno. Che cosa buffa era per lei che era abituata al freddo e alle correnti del nord, che paradosso era abbracciarlo senza sciogliersi ma cullandosi con il suo calore! Con lui era spesso felice, sapeva proteggerla e rassicurarla. Le aveva regalato le prime vere esperienze da umana, per lei tutto era nuovo e colorato e ne rideva contenta. Solo che lui si sentiva addosso una grande responsabilità, che peso enorme avere a che fare con un ex fiocco di neve così fragile e delicato. Non la stringeva troppo per la paura di romperla, come il vetro che non puoi provare a piegare perché altrimenti si incrina. In più non condivideva il trasporto di lei, le voleva molto bene ma non riusciva a provare quei sentimenti che sembravano animare la ragazza. E lei purtroppo aveva finito per accorgersene, ogni abbraccio o carezza erano il frutto di un regalo che lui voleva concederle. Ma non era abbastanza per lei, ormai viveva del battito del suo cuore...viveva per renderlo sempre più veloce...per sentirlo quasi scoppiargli nel petto. Teneva spesso l'orecchio curioso poggiato sul petto caldo di lui, le piaceva quel suono, notare come i suoi gesti potessero modificarne il ritmo. Ma accelerava soltanto alle provocazioni della sua nuova femminilità, stargli vicino non bastava ad accelerare il suo battito. Non era amore...mentre lei desiderava quello...si sentiva così impotente a riguardo. Che senso aveva ricevere un bacio privo di passione? Dettato solo dagli istinti? Era come baciare un muro o un pezzo di ghiaccio. Lo faceva più per rendere felice lei che sé stesso. Ma non si può essere felici a ricevere baci così. Lei aveva sentito quasi più affetto e trasporto negli abbracci di amicizia che le dava un tempo. Non riusciva a capire come una persona potesse volerle sempre meno bene, come si potesse provare sempre meno interesse. Era a causa del potere che aveva concesso a lui? Era stato uno sbaglio appoggiarsi delicatamente nelle sue mani e chiedere che venissero chiuse perché lei non potesse più scappare? Per la prima volta in vita sua si era fidata e lasciata abbandonare nelle braccia di qualcuno, senza timore, senza più pentimento. Aveva detto addio alla sua ombra e adesso che era triste, si sentiva tremendamente sola. Forse avrebbe dovuto concedere a quell'uomo la libertà, smetterla di dargli il peso dei suoi sentimenti e lasciargli vivere un amore vero con una ragazza diversa da lei. Non importava che avesse deciso di essere umana per lui, doveva ringraziare per l'umanità concessa e lasciarlo andare via. Era veramente difficile ma non poteva sperare che in lui nascesse qualcosa che non c'era... Detestava dover prendere lei quella decisione, lei che ci teneva di più, ma sapeva che lui non l'avrebbe mai presa...forse per non farle troppo male...o forse perché la speranza di poterla ricambiare un giorno lo teneva ancorato lì... Ma lei che capiva bene il dono della libertà e quanto fosse indispensabile averla, non poteva non concedergliela, sarebbe stata la giusta ricompensa per tutto quello che le aveva donato. Gliel' avrebbe data così, con un semplice nastro, senza lacrime o rimorsi, senza rabbia per un sentimento non corrisposto. Non tutti possono amare un ex fiocco di neve...lei avrebbe cercato qualcuno che ne fosse stato capace... ![]() April 21 SPEDITO Magari nessuno ha notato che è un po' che non scrivo su questo blog, e magari i pochi che se ne sono accorti hanno tirato un sospiro di sollievo...ma sappiate che da oggi in poi tornerò a far compagnia ai miei lettori! Vi chiederete il motivo di tante settimane di assenza, e la ragione è molto semplice: ho usato questo tempo per scrivere un nuovo libro (l'ho spedito oggi). Si tratta della prosecuzione de “Il venditore di sogni. Non perdere la chiave del tuo cassetto”. Tra minimo un mese e massimo due, la mia simpatica casa editrice mi dirà se ha voglia di pubblicarmelo o meno. Naturalmente io incrocio le dita, e fatelo anche voi, un po' di fortuna in più non guasta mai! E visto che sto parlando con i miei amati lettori, vi dico in anteprima il titolo provvisorio che ho dato alla mia nuova opera: “Il venditore di sogni. Ombre danzanti”. Sempre la stessa solfa eh? E invece no, vi assicuro che presenta non poche novità che spero vi piaceranno. Ovviamente si accettano consigli per titoli migliori, per adesso ho buttato giù quella roba lì. Perciò, senza aggiungere altro perché sarebbe superfluo, vi auguro una buona serata e vi lascio con la promessa di aggiornamenti sulle mie mirabolanti avventure. ![]() February 19 Incubo La ragazza camminava a tentoni nell'oscurità, era a piedi nudi e il freddo pavimento di quel palazzo sconosciuto le stava gelando la pelle. C'era un barlume di luce in fondo alla stanza, lei stava andando in quella direzione, voleva vedere cosa lo provocasse. Aveva paura però, la piccola fiammella l'attirava tanto ma allo stesso tempo temeva che fosse una trappola. Non conosceva quei corridoi, non era casa sua quella e non sapeva se l'oscuro padrone del palazzo l'avrebbe accolta benevolmente. Si era riparata lì dentro perché fuori pioveva, non voleva tornare tra i tuoni e i fulmini che l'aspettavano all'esterno. Non si sentiva sicura in quel posto eppure era preferibile alla pioggia incessante che le aveva intorpidito le ossa per settimane. "C'è qualcuno?" bisbigliò in direzione della luce sempre in movimento. La luce si fermò ma nessuno rispose alla sua domanda. La giovane continuò a camminare lentamente nell'oscurità verso l'unica fonte di calore che vedeva. Avvicinandosi sempre di più, si accorse che quella che vedeva era la fiamma di una candela, il mozzicone si trovava nella presa ferrea di una grossa mano nera dotata di lunghi artigli. Una gigantesca figura le si parò davanti...sembrava un demone...aveva grosse ali nere da pipistrello, denti aguzzi e uno sguardo ferino. Quando si rivolse a lei usò però un tono calmo e gentile che la spiazzò completamente. "Per favore...seguimi" le disse con una punta di autorità nella voce ma lasciandole una possibilità di scelta. "Mi dispiace...so di non c' entrare nulla qua...ma la porta era aperta e..." cominciò a biascicare imbarazzata. "Seguimi..." le ordinò di nuovo l'essere oscuro ignorando le sue scuse. La ragazza avrebbe dovuto tremare, se lo sentiva, ma qualcosa in quella figura l'attirava inevitabilmente. Il suo istinto le diceva di stare attenta, di scappare, di non fidarsi. "Sei un Incubo?" domandò quasi pensando ad alta voce. Il demone le sorrise. "Si, forse lo sono...ma non tutti gli Incubi fanno paura..." rispose prima di voltarsi e cominciare a farle strada. La ragazza mosse i primi passi nella stessa direzione del demone senza neanche accorgersene. Da piccola, quando faceva i capricci, i suoi genitori le dicevano sempre che se non avesse fatto la brava sarebbe venuto a prenderla il "Babau". Il terribile uomo nero che rapisce i bambini cattivi. Non sapeva se ora si trovava davanti ad un babau o ad un diavolo dell'inferno, sapeva però che i visi d'angelo l'avevano sempre imbrogliata...forse era il momento di affidarsi ad un'anima nera. C'era un silenzio innaturale in quei corridoi e questo la rendeva agitata. Aveva però deciso di seguire quell'unica fonte di luce, aggrapparsi a quell'invito, anche se questo l'avrebbe portata nelle tenebre più oscure. Nella sua testa continuavano a echeggiare solo poche parole..."non tutti gli incubi fanno paura"... ![]() February 02 10 secondi all'autodistruzione C'è uno strano chip presente in tutto ciò che è tecnologico che si attiva alle parole “ormai è vecchio, è meglio cambiarlo!”. All'attivazione del chip, l'oggetto in questione si autodistrugge entro breve. La mia macchina è un modello di quelli avanzati e naturalmente tra i suoi optional ha anche questo magnifico meccanismo. Il mio sospetto però è che me l'abbiano installato i meccanici della Volkswagen, sono 2 settimane che io e loro abbiamo un rapporto molto stretto. Quindi o mi odiano o mi amano perché è statisticamente improbabile che un'automobile si rompa ogni 3 giorni. L'ultima volta che mi sono fatta vedere, la quarta, sono scoppiati a ridere! Certo che ridono loro, ormai ci ho speso più di 700 euro nelle riparazioni (ovviamente l'uso della prima persona singolare è puramente retorico, sono i miei genitori a sganciare il denaro). In ordine mi hanno cambiato: gomme, spinterogeno, freni, candele e tutto l'impianto elettrico di accensione. E al momento non funziona la serratura della portiera del guidatore e i tergicristalli sono entrati in sciopero a tempo indeterminato...perciò... CERCASI COMPRATORE! Ci tengo a sottolineare che i difetti della mia polo potrebbero diventare pregi non indifferenti. È una macchina da galantuomini (non solo perché farete un favore a me comprandola): sarete costretti ad aprire prima la portiera del passeggero e a fare un'ottima figura con la ragazza di turno. Il problema sarà poi il fatto che dovrete camminarle sopra per riuscire a sedervi al vostro posto ma se lei ci stà, potrebbe prenderlo per un evidente approccio (con vantaggi anche per voi). Per non parlare del fatto che è un'auto ottimista...si può usare solo nelle belle giornate di sole visto che i tergicristalli non funzionano! Molti sostengono poi che assomigli ad un carro funebre ma la verità è soltanto che ha un ampio bagagliaio (nel caso foste degli psicopatici interessati a nascondere i corpi delle vittime in macchina). Insomma, vi ho convinto? Mi sa di no. In fondo ho capito che vale di più l'assicurazione della macchina che l'automobile in sé, quindi vorrei fare anche un altro appello... CERCASI LADRO Caro ladro...mettiamoci d'accordo...io lascerò “casualmente” la mia polo in un posto da noi concordato e con chiavi inserite, a te spetta solo un compito: rubarla! Pigliatela e portala via che io non ce la faccio più. Al momento si trova ferma al parcheggio di Milano 2, se riesci a farla funzionare sei un genio. Per colpa della cara macchinina, oggi mi sono dovuta spostare con i mezzi pubblici sotto la neve, così sono arrivata in ritardo alla segreteria dell'università! Ho avuto quindi a disposizione solo 5 minuti per completare i mille moduli richiesti prima che chiudesse l'ufficio. Le INTELLIGENTISSIME e SIMPATICISSIME impiegate hanno pensato bene di aiutarmi nell'impresa dandomi pure i questionari sbagliati! Ho dovuto compilare più di 10 pagine di moduli per DISABILI prima di accorgermi dell'errore... Effettivamente mi era sorto il dubbio quando mi è capitata la domanda: “ritiene che la rampa per la sua sedia a rotelle sia adeguata?” (io ho crocettato “altro”). ![]() January 27 Fenice La piccola fenice tossicchiò perplessa. Era circondata da una spessa coltre di fumo e le sue piume rosse, un tempo lunghe e fulgenti, sembravano quelle spennacchiate di un pappagallo. Era successo di nuovo. Era spirata in una fiammata e rinata dalle sue stesse ceneri. La fenice sbuffò, cominciava a diventare faticoso rifarlo ogni volta. Non sapeva per quante volte ancora ne sarebbe stata capace. Le palpebre le facevano un po' male e anche se aveva lo sguardo appannato, notò che non si trovava da sola in quella stanza. “Molto strano” pensò, di solito non aveva pubblico quando subiva quel tipo di trasformazioni. Attorno a lei però c'erano alcuni giovani ragazzi. Dalle loro espressioni sembrava che avessero aspettato a lungo che lei si facesse vedere, avevano un'aria impaziente e pareva che la preoccupazione sui loro volti se ne fosse andata solo da poco. “Che ci fate qua?” chiese telepaticamente ai suoi osservatori, guardandoli con aria interrogativa. “Era da un po' che aspettavamo...pensavi che ce lo potessimo perdere?” disse uno dei ragazzi più bassi e dalla voce gentile. La fenice si scosse tutta facendo cadere sul tavolo la cenere che le era rimasta attaccata alle piume. Spostò così la testa con aria curiosa su ognuno dei loro visi. “Non sono di certo un granché quando sono in questo stato...se foste passati tra qualche giorno mi avreste trovata meglio, il fuoco ci metterà un po' ad accendersi sulle mie piume” rispose lei aprendo le ali per dare un fugace controllo alla situazione. “Ogni tanto ti fa bene mostrarti nella tua debolezza...” intervenne una ragazza del gruppo sorridendole con affetto. “Pensate che non ce la possa fare da sola a tornare come prima? Per questo siete qua?” chiese la fenice con tono scorbutico. I suoi amici la guardarono comprensivi. “Tranquilla, non dubitiamo delle tue capacità...ma mica sei costretta a cavartela sempre da sola no? Con noi è più divertente!” propose uno di loro facendole l'occhiolino. La fenice gracchiò contenta. Ora capiva perché i suoi amici erano lì, era ora di svagarsi un po'...e con gente così....si sarebbe riaccesa in un attimo! ![]() January 24 Volta la carta Il titolo è una citazione di una canzone di De Andrè. Siccome ormai con i miei affezionati lettori condivido un po' tutto, ho deciso di condividere anche questa perla. La perla in questione è un ragionamento sul comportamento che ha avuto con me un essere di sesso maschile che definirei: Bastardus Confusus. Le abitudini di questa specie consistono nel prendere per il culo le loro prede prima di inghiottirsele vive. Il problema di questo essere è però la mancanza totale di furbizia e la marcata ingordigia, vogliono sempre troppo! Una settimana fa il Bastardus Confusus avrebbe ottenuto la mia più completa amicizia senza colpo ferire ma ha preferito esibirsi nella danza della “confusione”. Per ottenere cosa? Ancora non si è capito. Purtroppo gli studi riguardo a questa specie sono ancora agli stadi iniziali e dubito fortemente che andranno avanti. La sottoscritta è stata presa in giro dal Bastardus senza alcun ritegno e a conti fatti l'essere in questione ha pure avuto il coraggio di chiedere la sua amicizia. E qua mi esce una risata spontanea. Le carte sono cambiate, una settimana fa non ero stata presa per il culo, mentre ora si. Ecco, per quanto io non serbi mai rancore verso il prossimo, bisogna prendere in considerazione il fatto che non mi piace che la mia intelligenza venga insultata a questa maniera. Amo la lealtà, caratteristica essenziale per chi vuole essere mio amico. Soprattutto la mancanza totale di sensibilità è per me imperdonabile. Sono selettiva nelle amicizie e sebbene mi renda conto che il “Bastardardus Confusus” sia una specie molto rara...è meglio che stia lontano mille miglia da me o rischia pure di diventare in via d'estinzione! Quindi questo è un avvertimento, sperando che il Bastardus Confusus abbia un alto senso di sopravvivenza e autoconservazione. Si faccia un bell'esamino di coscienza e non venga a rompermi le scatole. Spero di aver comunque mantenuto un grado decente di educazione e....come dice il mio titolo...si volta la carta...il carabiniere non c'è più! p.s ai lettori preoccupati per me dico solo una cosa: tranquilli, non sono per niente triste! Consiglio anche di ascoltarvi “volta la carta”, canzone molto allegra e bella. ![]() January 23 Pensieri sussurrati ad una stella La ragazza era sdraiata sull'erba umida ed osservava il cielo stellato. Una brezza leggera le solleticava la pelle e le dava un senso di quiete. Erano belle le stelle, le guardava da sempre con ammirazione... Ma si possono passare le serate guardando le stelle, nel tentativo disperato di catturarne una? Si chiedeva lei. Accettava raramente gli inviti da parte degli altri ragazzi, le avrebbero tolto tempo da dedicare alla sua stella. Perché ce ne era una, una in particolare che l'attirava tanto. Era la più luminosa di tutto il firmamento ma fredda e lontana almeno quanto le altre. La ragazza sospirò...che senso aveva amare una stella? Aspettare che prima o poi cadesse e la raggiungesse? Ripensò così ad una vecchia fiaba che era stata raccontata in un film che le piaceva tanto... diceva così: “Una volta un re fece una festa e invitò le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone con la figlia del re? Nulla! Ma, finalmente, un giorno riuscì ad incontrarla e le disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che disse al soldato: "Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua!". Il soldato subito se ne andò là sotto al suo balcone e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e gli scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle poiché non aveva più la forza nemmeno per dormire...mentre la principessa sempre lo guardava. E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via.” Nel film il ragazzo interpretava la fine della fiaba e il comportamento del soldato con questa spiegazione: “Ora ho capito perché il soldato andò via proprio alla fine. Sì, bastava un'altra notte e la principessa sarebbe stata sua. Ma lei poteva anche non mantenere la sua promessa. Sarebbe stato terribile. Sarebbe morto. Così invece, almeno per novantanove notti, era vissuto nell'illusione che lei fosse lì ad aspettarlo.” La giovane ragazza sdraiata sul prato invece la pensava in modo diverso, non era per quello che il soldato era andato via. Secondo lei era perché si era stufato di aspettare tanto una principessa che non aveva avuto alcuna pietà per lui. Poteva veramente amarlo qualcuno che lo faceva attendere in quel modo? La ragazza pensava di no. Si alzò lentamente dal prato, scrollò la terra dai jeans e guardò per un'ultima volta il cielo stellato. Sorrise. Era arrivata la sua “novantanovesima” notte, non avrebbe più aspettato che la stella cadesse giù. Non poteva passare le notti sperando che la sera di San Lorenzo arrivasse. Se mai la stella avesse deciso di raggiungerla, sapeva dove trovarla... Si dice che se vedi una stella cadente puoi esprimere un desiderio...ma che si fa se il tuo desiderio è proprio che cada una stella? ![]() p.s Questo è solo un racconto, non prendetelo troppo seriamente! January 20 Una ragazza e la sua piccola ombra La pioggia aveva finito di cadere, non era spuntato il sole ma le nuvole si erano diradate un po'. "Sul serio ti fidi di lui?" chiese l'ombra, nel frattempo l'amico si era fatto più piccolo...era diventato un bambino. La ragazza gli sorrise e prese la piccola manina dell'ombra nella sua. "La fiducia è una cosa che ci si guadagna piano piano, con il tempo, per adesso sto allerta...l'ombrello me lo porto sempre dietro!" disse lei con tono rassicurante. L'ombra sbuffò. "Ma devono sempre piacerti le sfide a te?" La ragazza scoppiò in un'allegra risata. "Pensi che si potrebbe mai vivere senza?" domandò guardandolo intensamente negli occhi e facendogli scorgere la luce che c'era nei suoi. "No, ma non pensare di giocare da sola...io sono in squadra con te!" disse risoluto l'amico. "E figuriamoci....non ho mai pensato di potermi liberare della mia adorata ombra" disse lei scompigliandogli i morbidi capelli corti e riscoppiando a ridere. Il bambino sembrò essere compiaciuto da tanta complicità, avrebbe fatto qualunque cosa pur di non perderla. "Quello che mi fa però arrabbiare è che non sai nemmeno se la vuoi vincere questa sfida, quindi perché perderci tempo?" chiese l'ombra ostinata. "Fino ad adesso tutte le volte che ho cercato di mettere fine a questo gioco non ci sono riuscita, tanto vale continuare a giocare e stare a vedere come finisce..." rispose tranquillamente lei. "Quante vite hai perso in questo schema?" "Uhm...direi tre...se ne perdo un'altra è game over...e a quel punto cambierò gioco, vorrà dire che Tekken non fa per me!" "Già, non sei mai stata brava nei picchia duro e da vera ostinata ti rifiuti di giocare ai giochi di strategia, anche se saresti molto brava..." "Mi sembrerebbe di imbrogliare...e a me non piace farlo" disse lei guardandolo male. "Non ti capisco" "Hai presente le pubblicità dei cioccolatini? Ce ne sono certi a cui fanno campagne pubblicitarie incredibili e tutti vanno a comprarli. Ce ne sono invece altri, magari artigianali, che hanno una dolcezza e un sapore dieci volte più buono degli altri...solo che per rimanere "artigianali" non si fanno conoscere" "E così la gente compra quelli pubblicizzati?" "Naturalmente...ma quelli più buoni rimarranno gli altri, quindi non importa" "E cosa c'entra con le strategie?" "Pensi che i produttori dei cioccolatini artigianali non sappiano come catturare clienti? Quali siano le strategie di mercato giuste? Lo sanno benissimo...solo che pensano ingenuamente che la bontà del loro prodotto basti e avanzi a convincere" "E te sei stupida come loro?" chiese il bambino indispettito. La ragazza rise. "Ti sento un po' tagliente oggi...che ti succede?" "Oh nulla..." rispose l'ombra non riuscendo a definire che gli passava per la testa. "Che ne dici di far volare l'aquilone che ti sei portato dietro?" propose lei cambiando argomento. "Dici che c'è abbastanza vento?" domandò l'ombra dubbiosa. "Non lo so, ma si può provare..." ![]() January 18 Ombrello rosso La pioggia cadeva sul grosso ombrello rosso che teneva sotto di sé un'ombra scura e una giovane ragazza...plat..plat...plat...continuava a cantare la pioggia con il suo incessante ritmo. "Dallo a me che sono più alto" propose l'ombra alla giovane ragazza, allungando una mano per prendere l'ombrello. Lei, senza dire una parola, porse il manico all' amico e si strinse di più nel suo cappotto grigio. Era un po' infreddolita. "Non avresti dovuto portarlo lì..." disse dopo un po' l'ombra. "Lo so" rispose sommessamente la ragazza. "E perché l'hai fatto allora?" "Perché sono un'illusa...per un istante...uno solo...ho pensato che potesse capirmi davvero" L'ombra alzò gli occhi al cielo, non era deluso da lei, sapeva com'era fatta...aveva solo sperato che non ci cascasse per l'ennesima volta. "Non avevi mai portato nessuno lì, nel tuo "posto", perché proprio lui?" "Non lo so davvero, non ha niente che lo renda speciale eppure avevo voglia di mostrarmi per quella che sono, per vedere come avrebbe reagito..." "E che è successo?" La ragazza aspettò un po' prima di rispondere, la pioggia aveva cambiato il suo ritmo e lei si era messa ad ascoltare quella malinconica musica ad occhi chiusi. "Si è spaventato, sapevo che avrebbe avuto paura ma speravo che non succedesse...la mia anima può solo spaventare..." disse lei in un sussurro cercando di non guardare negli occhi l'ombra. "Questo non è vero...Hai dentro tanta di quella luce che è quasi assurdo che io esista...che ci sia anche un'ombra dentro di te...non dovresti prendertela se qualcuno non lo capisce!" rispose accorato il suo amico. Non sopportava che lei si abbattesse così. "è molto poetico essere degli incompresi ma a volte ne farei a meno..." L'ombra sembrò riflettere sulle parole da dire all'amica per controbattere. Forse era meglio essere duri ma chiari... "Sai anche tu che non è stato questo, semplicemente non gli piacevi...non provava nulla per te se non amicizia" "Credi che io non lo sapessi fin dall'inizio?" "E allora perché?" "Non ho saputo distinguere i suoi occhi dalle parole..." La pioggia riprese a battere più velocemente....plat..plat..plat..... "Ho dato più retta ai suoi occhi che a quello che mi diceva, per questo ho sbagliato...sembravano avidi di sapere di me, di comprendere il mio atteggiamento...e io ho dato loro le risposte che volevano". "E ne è valsa la pena?" "Se ne fosse valsa la pena, io e te non saremmo qui, non credi?" disse lei in tono beffardo, facendo un sorriso timido all'amico. "Già..." "Quante pozzanghere hai bisogno di saltare prima di sentirti meglio?" chiese lui. "Non so, tu comincia a contare...quando mi sentirò meglio smetterò" "Vuoi che vada via?" domandò l'amico guardandola con incertezza. La ragazza fece segno di no con la testa. "Ne ho prese tante di batoste nella vita, questo è solo solletico..." disse lei con il suo tono sicuro cercando di convincere l'ombra. L'amico la guardò intensamente, con affetto, gli spiaceva vederla così ma sapeva che se non avesse avuto momenti del genere, lui non avrebbe mai avuto il piacere di conoscerla. "Tranquilla piccola mia, prima o poi finirà di cadere la pioggia..." disse sedendosi sull'erba bagnata dietro di lei. La ragazza non rispose, si raccolse un poco per caricarsi e fece il primo salto...una pozzanghera era stata superata, ora toccava alle altre. ![]()
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